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FESTIVITÀ E LUTTO: SONO DAVVERO INCONCILIABILI?

Feste e famiglia: ma se qualcuno non c’è più?

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie sembra quasi doveroso pensare ai regali, organizzare i grandi banchetti curando i minimi particolari, ritrovare parenti e amici che nella quotidianità frenetica non sempre si riescono a raggiungere.

Eppure, in questo clima lieto e scintillante, qualcuno può sentirsi costretto a tenere nascosto il proprio dolore di un lutto di una persona cara.

In questi giorni, carichi di significato e di rituali, la ritrovata vicinanza con i famigliari può acutizzare la mancanza di una persona (o più persone!) che non ci sono più, magari mancate da poco. La sedia resta vuota o viene usata da qualcun altro, c’è un regalo in meno da fare, c’è una sensazione di perdita che si fa più dilagante in coloro che rimangono. La nuova realtà si fa molto più evidente attorno ad una tavolata di famigliari ed amici.

Feste e lutto: un binomio non impossibile da conciliare

L’elaborazione del lutto è un processo altalenante, in cui periodi di accettazione si alternano a periodi di sconforto, man mano che la consapevolezza dell’assenza si fa più nitida. Le festività possono essere quindi momenti in cui sembra che sia impossibile conciliare queste due esperienze, motivando le persone a nascondere il proprio dolore o, se questo si rende insopportabile, portandole ad isolarsi.

È possibile che la serenità, faticosamente raggiunta, possa venire turbata dal ricordo della perdita che si fa più vivido, suscitando emozioni e reazioni che si sperava di aver superato. Ciò dipende molto dalla persona e dal tipo di perdita che ha avuto.

In questa occasione, nel quale si avrebbe voglia di non esporsi per “non disturbare”, è bene tenere a mente che ogni persona della famiglia che ha perso un caro, sta vivendo esattamente la stessa esperienza, solo in modi diversi.

Tutti amano in modo diverso, quindi tutti soffrono in modo diverso.

In un clima famigliare e di intimità può essere una buona occasione comunicare la propria mancanza, condividere il dolore e parlare della persona deceduta, perché questo possa portare un po’ di sollievo alle persone rimaste. Questa condivisione viene chiamata cura del ricordo.

Il Natale è l’occasione per curare il ricordo della persona perduta

In questo clima di forte ritualità, le festività natalizie possono essere di aiuto. Nel processo di elaborazione del lutto. Perché questo avvenga, è bene darsi il permesso di soffrire anche quando sembra che la felicità sia un obbligo. Non è possibile nascondere la perdita, sarebbe come non vedere l’elefante nella stanza, ma è bene entrare in contatto con le proprie emozioni dandosi la possibilità di sentirle. Se si provano determinate sensazioni, esse hanno sicuramente un motivo del loro manifestarsi.

Condividere la propria perdita, elaborare il proprio dolore trasformandolo, è un processo fondamentale perché la persona possa ritrovare una nuova dimensione di vita in cui possa sentirti “connessa” con la persona deceduta.

Il Natale quindi può essere un momento prezioso in cui ci si può prendere cura del ricordo della persona amata con i propri famigliari: si cerca di nuovo di presentificarla con una consapevolezza diversa, sapendo che la sua assenza è una realtà che colpisce e commuove tutti.

Si possono creare nuovi rituali, piccole attenzioni in cui ci si può dire che ”si va avanti ma non si dimentica”: un momento di silenzio, una candela accesa, un ricordo condiviso, una barzelletta che amava raccontare.

L’elaborazione del lutto può essere un processo molto lungo, ma si può definirlo concluso quando è possibile mantenere il ricordo della persona amata ma anche continuare ad andare avanti.

Ad Althea Centro Salute puoi parlarne con la psicologa dott.ssa Anna Cavedon specializzata in psico oncologia.

Per informazioni e per appuntamenti: dott.ssa Anna Cavedon – psicologa clinica
Cell: 351 651 2393  oppure e-mail: annacavedon.psy@libero.it