DOLORE E SPIRITUALITÀ
Facciamola semplice, per quanto possibile.
Perché dolore e spirito sono connessi?
E perché è importante portare questa relazione alla nostra attenzione?

Cominciamo col dire che tutto è energia spirituale emanata da un’unica fonte, da un’unica sorgente.
Tutto: dalla terra che ci ospita alla sedia su cui siamo seduti, dall’acqua che beviamo all’aria che respiriamo, fino al vicino di casa che magari detestiamo — tutto è emanazione dello Spirito.
Lo Spirito non è né buono né cattivo: è una forza intelligente che prende forma, ci dà forma, e proietta la forma fuori di noi.
Dal corpo che abitiamo fino al più piccolo evento che incontriamo nelle nostre giornate, tutto è manifestazione di un’unica energia creativa.
E questa è una bella notizia.
Non c’è nulla che sia privo di questa energia. Gli elementi di cui siamo composti (spazio, aria, fuoco, acqua, terra) lo sanno, anzi: lo esprimono in perfetta armonia. Lo sanno i minerali, le piante, lo sanno gli animali. Gli unici a non ricordarlo — o a manipolare questa realtà a proprio uso e consumo — sono gli esseri umani.
Dal momento esatto in cui diciamo “IO”, ci separiamo dall’Unità.
E da lì inizia il nostro lungo viaggio per ritornare a casa.
Simbolicamente, è la cacciata dal Paradiso. È il viaggio dantesco.
Ovviamente non tutta l’umanità è completamente obnubilata, ma se ci guardiamo intorno — se osserviamo la sofferenza e il dolore che si manifestano a livello individuale e collettivo — non possiamo certo dire che la coscienza umana si sia risvegliata.
Possiamo però osservare che è in cammino.
E ognuno di noi ha l’opportunità di contribuire, di partecipare attivamente alla qualità di questo processo.
Facciamo una piccola auto-valutazione.
Quanti di noi, al mattino, prima di gettarsi nella giornata, ringraziano il proprio corpo per il sostegno che offre?

Quanti ringraziano con reverenza la Terra che ci ospita, il cibo che ci nutre, l’acqua e l’aria che ci tengono in vita, le persone che ci tendono la mano, gli antenati che, di vita in vita, ci hanno permesso di essere qui, adesso?
Quanti riconoscono — e sentono — di essere una manifestazione del Divino (che non ha nulla a che fare con le religioni), interamente connessi con la bellezza del creato?
E quanti di noi lo insegnano ai propri figli?
E quanti, invece, si alzano di scatto, guardano subito il telefono, si nutrono di una valanga di informazioni e poi, in fretta e furia, si buttano nell’automatismo della routine quotidiana, lamentandosi?
Quanti riescono a sostenere, anche solo per qualche minuto, l’indignazione di fronte allo sfregio che facciamo della vita… per poi distogliere lo sguardo, cercando qualcosa di più rassicurante — ma profondamente falso?
Quanti si chiedono oggi:
Chi sono IO?
Di chi è quella voce che dentro di me continua a dire “io”? Che si difende, che ha paura, che incolpa?
Da dove vengono i pensieri che penso? Le emozioni che provo?
Qual è il senso dell’esperienza che sto vivendo proprio ora?
Nessuno di noi, nella realtà attuale, è completamente immune dal rituale dell’automatismo che, istante dopo istante, ci allontana dal cuore e ostacola l’espansione della Coscienza.
Ma più ci ostiniamo a cercare rassicurazione dentro l’“io” che ci siamo costruiti, più la tempesta fuori si intensifica.
In che altro modo la Coscienza potrebbe scuoterci e risvegliare la nostra energia, se non attraverso il dolore, visto che siamo diventati sordi e ciechi alla vita?
Certo, è un boccone amaro da ingoiare.
Ma che ci piaccia o no, anche il dolore, la malattia, le piaghe generate dalla violenza… sono conseguenze di come l’ego ha indirizzato la propria energia spirituale.
E, al tempo stesso, sono occasioni per risvegliarci. Per ritornare al Sacro.
Sta a noi decidere quanta Vita ancora vogliamo sacrificare.
Quanto vogliamo restare nella rabbia, nel rancore, nell’odio.
Quanti idoli vogliamo continuare a osannare.
Sta a noi scegliere come risvegliarci.
Non domani. Adesso.
Lo Spirito non è morto.
È più vivo che mai.
Il nostro unico compito, ora, è quello di dirigerlo verso la Vita, tutta, richiamando dal centro di noi stessi il vero significato dell’Amore e della compassione.
Perchè Amore e Compassione non sono svaniti ma sono sempre davanti ai nostri occhi e non smetteranno mai di chiamarci fino al nostro ultimo respiro.
Tenere la rotta può non essere sempre facile ma non siamo soli e più apriamo lo sguardo per incontrare l’altro, per lasciarci toccare da una parola, da un profumo, da un raggio di sole, da un gesto di coraggio incondizionato, più prendiamo forza e più avanziamo.
Allora, per i pochi che magari sono arrivati a leggere fino a qui, concludo con ciò che tutto include, la poesia.
Respirare l’aria
Parlare
Passeggiare
Essere questo incredibile Dio che io sono!
Oh meraviglia delle Cose, anche delle più piccole particelle
Oh spiritualità delle cose
Io canto il Sole all’alba e nel meriggio
e come ora
nel tramonto tremo
commosso della bellezza e della saggezza della Terra
e di tutte le cose che crescono sulla Terra
E credo che una foglia d’erba
non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle
E dico che la natura è eterna
La gloria è eterna
Lodo con voce inebriata
perché non vedo un’imperfezione nell’Universo
non vedo una causa o un risultato che al fine sia male
E alla domanda che ricorre
“Che cosa c’è di buono in tutto questo?”
La risposta è … Che tu sei qui
Che esiste la Vita,
che tu sei Vivo,
che il potente spettacolo continua
e tu puoi contribuire con il tuo Verso.
Tratto da “ Canto di me stesso” – Walt Whitman